Il lavoro tra i vitigni

Tra i vigneti, durante l’anno solare, vengono eseguite manualmente e dai componenti della famiglia una serie coordinata di operazioni:

Tra gennaio-febbraio:
viene eseguita la potatura dei tralci, trattandosi di cordone speronato a doppia palmetta, vengono lasciati tre “razzoli” per palmetta che saranno i tralci del nuovo anno su cui germoglierà l’uva e la nuova vegetazione. Durante questa operazione il viticoltore se ravvisa delle palmette non perfette per la produzione, con la sega taglia la palmetta che sarà rinnovata con un nuovo capo preso dal fusto della vite. Una volta potate le viti, devono essere tirati via i tralci dai fili e gettati a terra al centro del presino (spazio tra un filare e l’altro) per poi essere raccolti con un rastrello attaccato al trattore e utilizzati come legna da ardere.

Tra marzo-aprile:
avviene la prima fase del ciclo biologico della vite, il germogliamento, ossia lo schiudersi delle gemme. Dal punto di vista lavorativo viene eseguita la legatura dei cordoni al primo filo che sostiene la vite, vengono aperti i distanziatori collocati sui passoni a circa 20 cm sopra la vite, questi attraversati da due fili paralleli che hanno il compito di indirizzare i futuri tralci.

Tra aprile-maggio:
avviene lo sviluppo vegetativo dei tralci, i quali vengono aiutati manualmente ad inserirsi all’interno dei fili alloggiati nei distanziatori.

Tra maggio-giugno:
avviene la seconda fase del ciclo biologico della vite, la fioritura, ossia la formazione dei fiori in quanto le temperature raggiungono circa 20 C°. In tale periodo si ha il maggior sviluppo dei tralci e questi raggiungono il quarto e il quinto filo in tal modo sono orientati a crescere verticalmente.

Tra giugno-luglio:
avviene la terza fase del ciclo biologico della vite, l’allegagione, ossia la trasformazione dei fiori in frutti. In questo periodo gli acini sono verdi e duri, presentano un contenuto zuccherino molto basso e un alto contenuto di acidi. Dal punto di vista lavorativo iniziano i trattamenti con l’utilizzo di rame e zolfo per combattere gli eventuali attacchi di agenti patogeni, come ad esempio la peronospora, il ragnetto rosso e la tignola. I trattamenti sono effettuati ogni 10-12 giorni fino alla fine di agosto.

Tra luglio-agosto:
avviene la quarta fase del ciclo biologico della vite, l’invaiatura, ossia il cambio di colore dell’acino da verde a nero. L’acino diventa più elastico, quindi perde la durezza della fase precedente, e questo permette l’aumento di zuccheri e la diminuzione degli acidi. In questo periodo viene effettuata la cimatura, ossia vengono “svettati” i tralci, altrimenti con il crescere perderebbero la posizione verticale ed andrebbero ad ombreggiare i grappoli, i quali necessitano del sole per la maturazione. Oltre alla cimatura vengono asportate le “femminelle”, ossia succhioni improduttivi posti al di sotto del grappolo, le quali andrebbero a togliere sostanze al grappolo. Inoltre in questa fase il viticoltore toglie i grappoli in eccesso facendo una vera e propria selezione e allarga per quanto possibile i singoli tralci in modo che i grappoli di uva rimangano perpendicolari e più distanti tra loro.

Tra agosto-settembre:
si ha l’ultima fase del ciclo biologico della vite, la maturazione, ossia la crescita dell’acino e la sua completa trasformazione. L’acino raggiunge le dimensioni giuste, continua a colorarsi e raggiunge il livello adeguato di zuccheri e di acidità. Dal punto di vista lavorativo, vengono tolte le foglie al di sotto dei grappoli (sfogliatura), i grappoli vengono ancora separati e sistemati, evitando il contatto tra loro così da scongiurare la formazione di muffe durante le giornate piovose e umide.

Tra settembre-ottobre:
l’uva raggiunge la maturazione adeguata, ossia la giusta quantità di zuccheri e di acidi. Il sapore dei chicchi di uva è dolce e succulento ed ogni uvaggio ha le proprie particolarità che il viticoltore è in grado di riconoscere ed apprezzare, ma questa valutazione soggettiva anche se fondamentale non è sufficiente per stabilire con esattezza il momento ottimale della vendemmia, per questo vengono prelevati dei campioni, ossia vengono presi singoli acini in diversi parti del vigneto e poi analizzati in laboratorio.